MUSA LUXURY SPA - Roma

Progettazione completa [2012-2014]

Studio del concept

Progettazione in tutte le sue fasi

Direzione dei lavori

 

2012 – Italian SPA Award, 1° classificato come Best Urban SPA

2013 – Italian SPA Award, 2°classificato come Best Urban SPA

Nel pieno centro di Roma, a due passi da piazza Navona, lo Studio Stefano Pediconi ha dato vita a “Musa Luxury SPA”, un concentrato di valori volti a creare la più affascinante cornice possibile per permettere agli ospiti di abbandonarsi ad un momento di benessere immerso nel lusso totale.

 

Una bella sfida progettuale data la conformazione degli ambienti caratterizzati da importanti murature ad arco, fortemente vincolanti, che a prima vista sembravano non concedere possibilità ad una distribuzione fluida ed armonica, caratteristica imprescindibile di spazi dedicati al benessere.

I locali si presentavano suddivisi in “stanze” difficilmente accorpabili in cui le funzioni da inserire per le attività (reception, spogliatoi, cabine, ecc.) sembravano risultare obbligate.

Il progetto doveva nascere dalla necessità di conciliare le esigenze strutturali e tecniche (era necessario servire la nuova realtà attraverso impianti adeguati…dove farli passare?) con quelle specifiche dell’attività.

Soprattutto, l’obiettivo non poteva ammettere compromessi: creare dei percorsi emozionali che potessero condurre l’ospite, sin dall’accoglienza, all’interno di un mondo fatto di esperienze sensoriali suscitate in prima battuta da un’immagine coinvolgente e accattivante (il vestito) e, in secondo luogo, dalla tipologia dei trattamenti studiati per gli ospiti e dalla bravura degli operatori (la sostanza).

Per poter utilizzare nel migliore dei modi gli spazi a disposizione, il progetto punta alla massima flessibilità, la cui migliore espressione è data dalla “Luxury Suite”, che somma una cabina doppia, con lettini alla sabbia di quarzo, e una zona umida (vasca, bagno turco, doccia emozionale) che possono essere utilizzate insieme nella creazione di un percorso completo per gli ospiti oppure indipendentemente.

 

Una seconda cabina ospita, invece, un lettino a vapore mentre al piano inferiore, si trova uno spazio per il movimento, una cabina di sale e la cabina check up nella quale parte il viaggio dell’ospite verso una completa remise en forme.

 

Tutti i percorsi proposti sono concepiti affinché l’ospite possa utilizzare gli spazi nel migliore modo possibile, sentendosi sempre a proprio agio, guidato dalle forme sinusoidi che partono dalla reception e lo accompagnano all’interno del centro wellness.

 

Per parlare di luxury spa non è sufficiente, però, risolvere le problematiche distributive, per quanto importanti: altro fondamentale obiettivo progettuale è stato dare coerenza a tutti gli elementi in una prospettiva globale e unitaria. E’ un nodo molto importante perché una visione a 360° dell’insieme differenzia il risultato di un ragionamento progettuale più complesso rispetto a soluzioni spontanee che nascono dalla giustapposizione di materiali e arredi e che spesso finiscono con l’impoverire qualsiasi realizzazione.

 

Per questo, materiali, soluzioni, finiture e arredi sono stati studiati affinché l’unione dei singoli oggetti potessero scaturire in un unico emozionale risultato, come un concerto che nasce dalla melodia di singoli strumenti.

L’immagine che ne deriva si basa sull’utilizzo di colori che vanno dal madreperla all’oro, al verde, dosati sapientemente tra loro affinché il risultato non risulti mai troppo pesante, malgrado la vivacità delle tinte. Sono colori ottenuti non solo con le pitture ma attraverso l’utilizzo di diversi materiali: resina, mosaico, travertino.

 

Il verde si declina anche nella sua componente naturalistica: nella cornice del centro benessere si inseriscono, infatti, elementi naturali quali le pareti verdi, con veri licheni di origine scandinava, e i pannelli con  bambù, fissati sul fondo madreperlato/dorato con resina trasparente ad alto spessore.

 

Selezionati arredi di design si mescolano ad arredi disegnati su misura in cui convivono materiali diversi, di cui un esempio è il bancone della reception. Elementi particolarmente appariscenti, come i lampadari scelti dalla cliente, completano l’immagine del centro benessere.

Per raggiungere l’immagine desiderata, nulla è lasciato al caso: è proprio la cura del dettaglio che permette all’ospite di percepire l’esclusività del centro benessere.

MUSA20

Non è finita qui: ogni centro benessere degno di tale nome non può non avere un’anima. Alla base di tutto, infatti, è stato studiato un concept, la cui importanza nella progettazione dei centri wellness troppo spesso viene sottovalutata, ritenuto meno prioritario rispetto ai problemi funzionali e distributivi.

 

Il concept è il vero filo conduttore che lega percorsi, ambienti e trattamenti. Nel caso di Musa, il rischio era ricadere in una banale riproposizione delle terme romane, come ci si potrebbe aspettare da un centro benessere dietro piazza Navona, nel cuore di Roma.

L’idea, invece, è stata puntare a far evadere l’ospite verso mondi orientali e balinesi.

Allo stesso tempo, per raggiungere tale obiettivi non si è puntato alla sterile copia di elementi di queste culture lontane bensì si è seguita la strada dell’interpretazione non anacronistica, attraverso oggetti di design, materiali, colori e arredi che nel loro insieme permettono a chi entra nel centro wellness di immergersi in questa affascinante realtà emozionale.

 

Dall’unione di tutti gli elementi deriva un ambiente che vuole materializzare il lusso del benessere per chi non vuole compromessi.

Il centro ha trasferito la sua attività qualche anno dopo. La SPA che ne ha preso il posto è nata sulle strutture fisse del progetto dello Studio Stefano Pediconi ma ne ha snaturato completamente l’idea.

Una situazione strana!Da una parte, la gioia di veder rinascere la struttura a nuova vita. Dall’altra, lo sgomento di vedere la tua creatura nelle mani di “genitori adottivi”, un figlio che non ti riconosce, pur essendo frutto delle tue idee e delle tue fatiche.

 

Per i curiosi, ne ho scritto un post sul blog: “Nuova vita alla SPA